Devotio moderna

All Together Now

Edicola. Sacro Cuore, croce sagomata, viole del pensiero (plastica), rosari di plastica appesi (2), S. Pio di Pietralcina (foto), Gesù e Maria (calco in gesso), vasetto di plastica con fiori secchi, cartolina del Santo cura Brochero, santo non identificato, tappetino multicolore.  All’esterno: Piccola acquasantiera con angeli (plastica), bottiglietta plastica con acqua benedetta, cassetta per le intenzioni, rosario di plastica appeso e targhetta dell’anno giubilare della misericordia.

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Istallazioni. Arte in chiesa

In attesa

Confessionale s. XVIII, sedie osterie s.XX, armonium s. XX. Sant’Andrea al Quirinale (Roma)

Invito alla preghiera

Inginocchiatoio con cuscino damascato (s.XX), poltroncina di legno rivestita in sky (anni ’50), estintore manuale s. XX. Stanze di S. Stanislao (Stanisław) Kostka. Sant’Andrea al Quirinale (Roma).

Memoranda

A chi chiede a che cosa serva la filosofia, bisogna rispondere aggressivamente perché la domanda è volutamente ironica e caustica: la filosofia non serve né allo Stato né alla Chiesa, che hanno altre preoccupazioni, e non è al servizio di nessuna potenza consolidata. La filosofia serve a rattristare: una filosofia che non rattristi, che non riesca a contrariare nessuno, che non sia in grado di arrecare alcun danno alla stupidità e di smascherare lo scandalo, non è filosofia. Posto che sembra non esserci alcuna disciplina al di fuori della filosofia che si prefigga lo scopo di opporsi criticamente a tutte le mistificazioni, qualsiasi origine e finalità esse abbiano, l’unico modo in cui la filosofia potrà essere usata consisterà nel denunciare la bassezza del pensiero in tutte le sue forme, nello smascherare le finzioni con cui le forze reattive hanno il sopravvento e, nella finzione, il miscuglio di bassezza e stupidità che dà luogo a quella sorprendente complicità tra vittime e carnefici. Essa dovrà inoltre trasformare il pensiero in un qualcosa di aggressivo, attivo e affermativo, formare uomini liberi, che non confondano cioè i fini della cultura con gli interessi dello Stato, della morale o della religione, combattere il risentimento e la cattiva coscienza che hanno usurpato in noi il pensiero, sconfiggere infine il negativo e il suo falso prestigio.

Gilles Deleuze, Nietzsche e la filosofia

Il popolo ? una scatola vuota

corrupcion-quino-chupetesIl popolo non esiste, esistono le sue rappresentazioni. L’incanto della parola “popolo”, è equivalente a quando qualcuno parla della “gente” come se chi parla non fosse gente.  Il “popolo” ci salva di un groviglio di distinzioni e di contraddizioni a momenti insostenibili. Se Martín muore, il popolo diminuisce? Se Martín va a tagliarsi i capelli la società perde qualcosa? Se risponderà risoluti: Il tutto è composto da parti, ma la somma delle parti non è il tutto. E il paradosso è servito. D’ora  in poi lo si dovrà occultare affinché possa continuare a funzionare. Il paradosso della unitas multiplex sarà ricoperto dall’assioma: “Il tutto è più che la somma delle sue parti”. Così “popolo” potrà avere due definizioni, potrà essere due cose allo stesso tempo. Unità come tutto e unità come somma di parti. Esistono le rappresentazioni, le distinzioni, le differenziazioni. Ci sono distinzioni antiche: le parti che fanno la somma del tutto, non sono tutte uguali. E di volta in volta, per alcuni c’è una sanior pars o maiores partes che prevalgono sulle altre, in altri casi qualcuno si presenterà come archon e gli altri saranno archomenon, comandante e comandato. Popolo è collettività di cittadini, ma talvolta le classe sociali meno elevate o secondo la convenienza si dichiarerà che popolo siamo tutti. Alcuni diranno di essere più popolo di altri. “Popolo” è una parola che si trasforma in un invito a prestare grande attenzione a chi la usa per cercare di capire di che cosa stia parlando.